Il Vino.

May 30, 2018

“In vino veritas” recita un antico proverbio latino, ma qual è la verità sul vino?

Bere un bicchiere di vino ai pasti fa bene o fa male? Meglio rosso o bianco? E la quantità?

 

Il vino da sempre è protagonista della nostra storia e della nostra cultura tant’è che quando parliamo di gastronomia, risulta difficile non associarvi il prefisso “eno” che fa riferimento appunto al vino. Il buon vino e la buona cucina da secoli vanno a braccetto in tutta Italia ed in modo particolare nella nostra Toscana, regione rinomata per la produzione di vini eccellenti, soprattutto rossi come il Chianti, il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino, compagni inseparabili di una buona bistecca alla brace.

 

Se ne sentono dire molte sul vino, miti, leggende e verità, ma la unica verità è che questo nettare pregiato ha sia dei benefici che delle controindicazioni.

Parlando di benefici, la comunità scientifica è concorde nell’affermare che un solo bicchiere di vino rosso il giorno risulti una ottima abitudine alimentare per varie ragioni: innanzitutto il vino favorisce la digestione in quanto protegge attivamente la flora intestinale e aiuta lo stomaco a limitare l’assimilazione dei grassi;per tale ragione aiuta anche coloro che soffrono di ipercolesterolemie ovvero di eccesso di colesterolo “cattivo” nel sangue o LDL, del quale viene ridotta la citotossicità. Il vino inoltre tonifica il cuore e il sistema circolatorio, ha una azione anti-reumatica e anti-osteoporotica, favorisce la formazione dei globuli rossi ed aiuta a mantenere la fluidità del sangue, favorisce i processi cognitivi ritardando la degenerazione di alcuni circuiti cerebrali, protegge denti e gengive in quanto caratterizzato da potere battericida soprattutto nei confronti dello streptococco ed inoltre, favorendo la liberazione di endorfine, contrasta la depressione. Tutti questi benefici si possono ottenere solo se si assume il vino in piccole quantità.

 

Il segreto del vino risiede in una sostanza contenuta al suo interno ovvero il resveratrolo, un polifenolo non flavonoide che possiede proprietà antiossidanti, antitumorali, antibatteriche, antiinfiammatorie ed è un vero e proprio fluidificante del sangue.

Questa sostanza, presente naturalmente nella buccia degli acini d’uva, fu individuata per la prima volta durante uno studio condotto da Serge Renaud nel quale venivano messe a confronto popolazioni francesi e americane sul loro stile di vita e sull’incidenza delle malattie dell’apparato cardio-circolatorio.

 

Questo studio portò alla nascita di quello che ad oggi è noto come “paradosso francese”, espressione utilizzata per segnalare il fatto che in Francia, nonostante la dieta ricca di acidi grassi saturi provenienti soprattutto dall’assunzione cospicua di formaggi, l’incidenza di mortalità per malattie cardiovascolari fosse inferiore rispetto ad altre popolazioni ( nel caso dello studio, il confronto riguardava gli Usa).

Il risultato di questo studio fu attribuito soprattutto al consumo di vino rosso in concomitanza con l’assunzione di formaggi, panna e burro poiché la bevanda, ricca di antiossidanti, in modo particolare di resveratrolo, era capace di proteggere i vasi e prevenire l’insorgenza di malattie riguardanti questo apparato. Anche anche oggi la Francia è lo stato europeo con la minor incidenza di questa categoria di malattie: si contano infatti, secondo dati Eurostat del 2010, 253 casi di infarto ogni 100.000 soggetti, rispetto ai 396 della Spagna e i 411 dell’Italia.

Oltre ad una azione antiossidante ed antinfiammatoria il resveratrolo oggi è particolarmente studiato per il suo presunto effetto anti-age sul tessuto cutaneo dovuto in parte alla capacità di ridurre lo stress ossidativo, dall’altra alla capacità di inibire la perossidazione lipidica, processo causato dai celeberrimi radicali liberi.

 

Sebbene i benefici associati al consumo di vino rosso siano palesemente molti, ci sono anche molte controindicazioni a riguardo. Innanzitutto il vino è essenzialmente alcol etilico e questa sostanza è chimicamente dannosa per l’organismo soprattutto per il sistema renale ed epatico, sede dello smaltimento delle sostanze assunte dal nostro organismo, ragione per cui il vino può anche portare a interazioni negative con i farmaci.

Inoltre un abuso può portare a stati di ansia ed insonnia, può causare gastrite e reflusso gastro-esofageo, aumento elevato dei trigliceridi, per non parlare dell’aggravamento di alcuni stati patologici come la gotta (presenza di acidi urici in eccesso) o la psoriasi.

 

Infine il vino in eccesso può rappresentare un nemico del peso-forma, non solo perché un bicchiere con una gradazione di circa 10% ha un apporto calorico di 82 Kcal ( quello bianco 105 kcal), ma anche perché spesso e volentieri viene assunto accompagnandolo con cibi calorici come patatine e salatini.

Per tutti questi motivi se ne consiglia il consumo di massimo 1-2 bicchieri il giorno e, in alcuni casi, addirittura se ne sconsiglia l’assunzione.

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