Scacco matto.

June 26, 2018

Che Maggio insolito.

Il sole indeciso ma caldo di questo sabato pomeriggio non mi dispiace affatto. 

Trovo posto vicino al cancello d’ingresso dell’Hotel Palazzo.

Faccio appena in tempo ad attraversare il Viale Italia che sento vibrare il cellulare.

Sto già borbottando infastidita…quando leggo il suo nome sul display.

E sento il solito irritante sorriso da adolescente alla prima cotta che mi si stampa sul viso.

 

Deve aver letto il mio messaggio. “Ma buonasera!! ..o buongiorno!” - inizio a canzonare - “Ancora disperso nei meandri del Levante?!” Angelo fa la sua classica risatina e controbatte “Ti sorprenderò cara mia. Sono in fila alle casse. Dimmi dove sei che ti raggiungo. Giusto il tempo di pagare..” e uscire dal parcheggio, aggiungo fra me e me.

Penso davvero di aver fatto prima a uscire dal labirinto del Cavallino Matto a Donoratico quand’ero piccina che da questo centro commerciale.

Ormai sono un paio d’anni che catalizza le girate pomeridiane di molti nella zona sud di Livorno, ma ancora non se ne viene a capo.

 

 

Valuto quindi che ho tutto il tempo per farmi quei due passi tanto desiderati per smaltire un po’ gli effetti post pranzo luculliano in famiglia.

Mi addentro nella Terrazza Mascagni, la nostra scacchiera, rimessa a nuovo alla fine degli anni ’90 consumata com’era dal mare che la circonda.

Prima intitolata a Ciano, fu dopo la seconda guerra mondiale che prese il nome del celebre compositore livornese.

 

Oltrepasso un gruppetto di bimbi che si diverte a saltellare sulle piastrelle nere e bianche. Fiancheggio la balaustra che guarda i Bagni Pancaldi, per respirare a pieni polmoni l’aria di mare. Dal 1924 sono l’altra faccia degli stabilimenti balneari Acquaviva, che danno sulla Piazza San Jacopo, a cui furono collegati per mezzo di un arenile.

Ancora oggi quando guardo la loro facciata mi capita di rivedermi quindicenne seduta sul cemento con gli amici a giocare a carte o sdraiata sul solarium a prendere il sole - certe strinate restano memorabili. E’ qui che durante la scena iniziale de La Prima Cosa Bella di Virzì la mamma del protagonista in occasione di Miss Pancaldi 1971 viene eletta “la mamma più bella”.

Sempre qui, ma un secolo prima, verso la metà dell’800 venivano a sollazzarsi il Principe di Savoia e la consorte Maria Vittoria, allietandosi con balli, letture e caldi bagni a mare, insieme a molti aristocratici dell’epoca.

Una cosa che indubbiamente i Bagni Regi, come vennero chiamati, hanno conservato nel corso dei decenni è indubbiamente il loro stile, elegante e signorile.

Pensare che quando videro la luce, nel 1846, sul terreno della Spianata dove ora sorge la Terrazza c’era ancora un vecchio fortilizio dell’apparato difensivo costiero, il Forte dei Cavalleggeri, che venne smantellato dopo l’Unità d’Italia.

Diversi anni dopo fu costruito il parco divertimenti Eden, che ha riempito le estati labroniche fino agli inizi del ‘900 e che ha ospitato una delle prime sale di proiezione cinematografica d’Italia.

Proprio a ricordo degli spettacoli teatrali e musicali ottocenteschi da diversi anni a meta’ luglio la Terrazza si fa palcoscenico di un festival serale dedicato alla musica, al cinema e al teatro, che prende appunto il nome di Eden.

 

Mentre all’inizio dello stesso mese accoglie storicamente tutti i tifosi dei gozzi che si sfidano in una delle gare remiere piu’ sentite a Livorno, il Palio Marinaro.

Proseguo e mi affaccio sul moletto che si allunga verso la Gorgona.

Piu' a sud, la punta del Castel Boccale. 

Ad accompagnarmi le allegre note di una mazurka che provengono dal centro della Terrazza vicino al Gazebo, fedele ricostruzione del tempietto circolare che raccoglieva il vecchio Palco della Musica distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, come molti altri luoghi e monumenti della città.

Nel secondo week end di maggio infatti Livorno rivive lo spirito dell’epoca risorgimentale commemorando la resistenza della citta’ all’invasione delle truppe austriache con i moti rivoluzionari del 10 e 11 maggio 1849.

Si sventola il tricolore delle bandiere per le vie del centro e sul lungomare e la Terrazza si veste a festa per la rievocazione dei balli di quegli anni.

 

120 danzatori provenienti da tutta Italia in costumi ottocenteschi riescono a catturare l’attenzione anche di quei livornesi sempre appatellati sugli scogli.

Mentre mi perdo tra una quadriglia e un giro di valzer, tra un Rossini e uno Strauss…penso a quanto potrebbe essere affascinante osservare  la sinuosita’ di questi balli intrecciata a quella della Terrazza….dall’alto. Eh. Alzo gli occhi.

Gia’ me la immagino la reazione di Angelo se gli proponessi di salire sulla terrazza dell’Hotel…”Perchè…chi c’è?”. Romanticismo, questo sconosciuto. Vabbè.

E’ anche vero che ognuno ha l’Angelo che si merita!

A proposito di Angelo..sono quasi le 19, a momenti dovrebbe arrivare. Torno verso la macchina a passo sostenuto, senno’ chi lo sente.

Lo trovo intento ad aggeggiare al cellulare.

“Te prova a chiamarla ma non penso ti risponderà!” irrompo sarcastica.

Alza il suo sguardo miope dietro le lenti sogghignando.

E con la sua classica aria flemmatica tira fuori una delle carinerie che ha sempre in serbo per me. 

“Ciao girellona! Mi sta già venendo fame. Dove si va?” Ecco. Appunto.

 

Ma stavolta decido di fare di testa mia. L’acchiappo per il braccio e lo porto su per le scale d’ingresso dell’Hotel. “Dai, muoviamoci che non voglio perdermi l’ultimo valzer!”

 

 

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