12/Un Gesto di dolcezza.

November 17, 2017

Le vacanze sono terminate anche per Artur e Angela.

Si torna alla normalità.

Angela nel suo studio di architettura.

Artur lo stesso.

 

E si ritorna al solito ping pong tra le varie città della Toscana.

Oggi infatti per finire un lavoro lasciato incompiuto da luglio si ritrovano a Firenze.

 

Una mattina calda al sole e fredda all’ombra.

Ormai settembre è inoltrato e l’arrivo dell’autunno si sente anche se l’estate è finita praticamente ieri. 

 

Una mattina di lavoro intenso e poi pomeriggio libero.

Le soluzioni potrebbero essere due.

Tornare a casa o girare per Firenze.

 

La seconda opzione è quella più gradevole.

Come sempre però il problema è decidere cosa fare.

Pianificare un viaggio o organizzare un lavoro può essere complicato, ma decidere a breve termine come passare la serata li mette sempre in difficoltà.

 

Un panino, un po' di relax e dopo aver controllato su facebook e google Angela ha l'illuminazione.

Era da tempo che voleva portare Artur a Forte Belvedere è proprio in questo momento è allestita una mostra di arte contemporanea che potrebbe apprezzare anche Artur.

La mostra si chiama Ytalia. 

 

Arrivati in auto fino all'ingresso su via di San Leonardo, pagato il biglietto e dentro per il bellissimo giro per il Forte.

La mostra è interessante, ma la vista di Firenze da un altro punto di vista è forse anche più suggestiva.

 

 

Alla fine la mostra ha divertito quasi più Artur che Angela, soprattutto per uno scheletro gigante coricato, col naso da uccello, che si riposa beato sul prato del Forte Belvedere accanto ad un'asta dorata.

 

Come sempre scattano entrambi molte foto.

Una passione, oltre a quella per il cibo, che non passa mai.

 

Uno sguardo all'orologio ed escono.

Scendono in macchina dai viali, parcheggiano vicino Porta Romana e poi a piedi.

Percorrono la zona di San Frediano e santo Spirito, costeggiando locali molto interessanti, ma vanno oltre.

 

 

Due passi per il centro di Firenze.

Un giro che ormai conoscono quasi a memoria.

Firenze è veramente la loro seconda casa e la conoscono ormai molto bene.

Si siedono per riposarsi un attimo sotto la Loggia dei Lanzi e decidono dove cenare.

 

La zona di oltrarno per i due mangiatori è ignota, sempre vista solo di sfuggita, ma il materiale è molto.

Tanti locali, tante idee, e alla fine fanno il loro gesto.

 

Si rimettono in cammino verso il quartiere sconosciuto ed entrano per cenare.

Sono le 19.30, ma alla fine meglio così dato che poi devono tornare a Viareggio e la mattina si sono svegliati molto presto.

 

Posto per due.

Il locale è inizialmente vuoto, ma dopo pochi minuti si riempie subito.

Un compleanno, qualche turista e tanti curiosi che si fermano a vedere cosa c’è dentro.

 

Un cameriere spiega come ordinare.

Un menù.

Una lavagnetta.

Tapas divise per categoria.

Per tutto ciò che viene scelto è necessario scrivere le portate nell’ordine di arrivo.

 

Si comincia.

Bottiglia di vino. Un rosso di Montepulciano.

Come sempre lo assaggia Artur, perché Angela non vuole prendersi responsabilità.

Anche se in realtà nessuno dei due è esperto di vino rosso.

 

Dopo il vino iniziano a pensare a cosa scrivere sulla lavagnetta.

Menù piccolo come le dimensioni delle portate. 

Prezzi bassi e dosi contenute permettono però che si possa prendere più piatti senza spendere tanto.

 

Una piccola e deliziosa parmigiana di melanzane apre le danze per Artur ed un gazpacho di pomodoro con zucchine basilico fresco e avocado per Angela.

 

Diciamo che il ballo inizia col piede giusto, con due antipasti molto buoni, saporiti e sfiziosi.

 

 

Il servizio è molto veloce, ma non troppo frettoloso, ed infatti i secondi arrivano dopo due chiacchiere e un bicchiere di vino.

 

Miniburger di Manzo per Artur.

Impiattato a regola d’arte.

Tutto piccolo, comprese i dispenser per maionese e ketchup.

Per Angela invece Maki di manzo, scelti per curiosità, dato che è strano trovare una cosa del genere su un menù non-fusion. 

Anche per lei scelta azzeccata, li assaggia anche Artur e rimangono estasiati da questo esperimento riuscito.

 

Per concludere dei nuggets di maiale con arachidi e salsa barbecue da mettere nel mezzo e dividere.

 

In realtà potrebbero continuare all’infinito.

Artur però dice stop, ma solo perché mancano ancora i dolci da assaggiare.

 

Chiedono di nuovo la lavagnetta al cameriere, che consiglia ad Angela di non dimenticarsi di assaggiare le cassatine all’albicocca.

Quando riconsegnano la lavagna al cameriere,  sopra ci sono segnate una ciabattina della buonanotte, una cassatina ed un tiramisù.

Tre dolci da assaggiare e dividere.

 

La cassatina di albicocca ha proprio la forma dell’albicocca, ed è posata su un letto di biscotto al cioccolato.

Artur non è un amante della cassata in generale, soprattutto per i canditi, ma questa la apprezza. Angela ne rimane proprio innamorata.

 

Il tiramisù è scomposto.

Sul piatto si trova da una parte la crema con i biscotti, il caffè è in una mini-moka e il cacao a lato.

Artur prova a fare il dolce, Angela spolvera il cacao e lo mangia.

 

 

Le ciabattine non sono altro che due panbriosche a forma di pantofole, con una ciotolina di cioccolata e la panna vicina, con scritto Buonanotte.

Questo è il giusto dolce per terminare la serata ed andare a dormire.

 

Due caffè, il conto e i due escono contenti di aver provato a fare il loro Gesto.

 

1/10

 

 

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